☩ Arcivescovado per le Chiese Ortodosse di tradizione russa in Europa Occidentale

☩ I Santi dell'Arcivescovado

I primi santi della Chiesa ortodossa ad aver vissuto in Occidente in epoca moderna

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Oltre alla creatività pastorale, canonica e teologica che hanno determinato la fisionomia dell'Arcivescovado, a confermare la vocazione spirituale che ha animato la vita della diocesi vanno annoverati alcuni fatti di primario rilievo, tra cui la glorificazione (cioè la canonizzazione) di alcuni suoi membri, chierici, religiosi e laici, che hanno saputo ricordare, nel mezzo delle tempeste conosciute dall'Europa durante il XX secolo, come la Chiesa non sia fatta di sole cupole e mattoni, bensì di persone vivificate dallo Spirito.

Significativamente questi Santi sono i primi santi della Chiesa ortodossa ad aver vissuto in Occidente in epoca moderna.

La loro glorificazione è stata proclamata dal Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico a seguito della domanda inoltrata dall'Arcivescovo Gabriele nel settembre 2003.

Commemorazione liturgica 20 luglio (v.s.) / 2 agosto Festa del Santo Profeta Elia
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Nuovi Martiri e Confessori

I Sacerdoti

Padre Alexis Medvekov
Sacerdote · Martire

P. Alexis Medvekov

1867 – 1934

Padre Alexis Medvekov, sacerdote russo emigrato in Francia, dedicò la sua vita al servizio pastorale della comunità ortodossa russa in esilio. La sua testimonianza di fede durante un periodo di grande persecuzione lo ha reso uno dei pilastri spirituali della diaspora ortodossa in Occidente.

P. Alexis Medvekov (1867–1934)
Alexis Medvekov nacque nel 1867 in Russia. Ordinato sacerdote, servì per anni in patria prima di emigrare in Francia dopo la Rivoluzione del 1917, dove divenne una delle colonne portanti della comunità ortodossa russa in esilio. Parroco instancabile, si distinse per la sua profonda vita spirituale e per la cura pastorale dei numerosi emigrati russi che avevano perso tutto. Morì a Parigi nel 1934, circondato dall'affetto della sua comunità. La sua santità fu riconosciuta dal Patriarcato Ecumenico nel 2003.

Padre Dimitri Klépinine
Sacerdote · Martire

P. Dimitri Klépinine

1904 – 1944

Padre Dimitri Klépinine fu parroco della chiesa ortodossa russa di Parigi durante l'occupazione nazista. Si distinse per il coraggio con cui aiutò gli ebrei a sfuggire alla persecuzione, pagando con la vita questa testimonianza di amore evangelico. Morì nel campo di concentramento di Dora nel 1944.

Nato nel 1904 a Piatigorsk, in Russia, Dimitri Klépinine crebbe in una famiglia colta e religiosa che emigrò in Francia dopo la Rivoluzione. Ordinato sacerdote nel 1937, divenne cappellano della casa di accoglienza fondata da Madre Maria Skobtsov a Parigi. Durante l'occupazione nazista, con coraggio straordinario, aiutò centinaia di ebrei a sfuggire alla deportazione, falsificando documenti e nascondendoli. Arrestato dalla Gestapo nel 1943, fu internato nel campo di concentramento di Buchenwald e poi trasferito a Dora, dove morì di stenti il 9 febbraio 1944, a soli 39 anni. Quando i nazisti lo interrogarono sul perché aiutasse gli ebrei, indicò la croce pettorale e rispose: "Ma conosci questo ebreo?" Glorificato nel 2003.

Nuove Martiri e Confessori

La Monaca

Madre Maria Skobtsov
Monaca · Martire

Madre Maria (Skobtsov)

1891 – 1945

Madre Maria Skobtsov è una delle figure più straordinarie della spiritualità ortodossa del XX secolo. Poetessa, artista e teologa, prese i voti monastici dopo una vita intensa e tormentata. A Parigi fondò una casa di accoglienza per i poveri e i rifugiati russi, vivendo il Vangelo in modo radicale.

Durante l'occupazione nazista aiutò attivamente gli ebrei, nascondendoli e procurando loro documenti falsi. Arrestata dalla Gestapo nel 1943, morì il Venerdì Santo del 1945 nel campo di sterminio di Ravensbrück, secondo alcune testimonianze sacrificandosi volontariamente al posto di un'altra prigioniera.

Madre Maria Skobtsov (1891–1945)
Elisaveta Pilenko — questo il suo nome di battesimo — nacque il 21 dicembre 1891 a Riga, in Lettonia, da una famiglia nobile russa. Crebbe a Anapa, sul Mar Nero, e fin da giovane si distinse per la sua intelligenza vivace e la sua sensibilità artistica: poetessa, pittrice, filosofa, frequentò i più grandi circoli intellettuali di San Pietroburgo, dove conobbe Aleksandr Blok e altri protagonisti della cultura russa del suo tempo.
Dopo una giovinezza tormentata — due matrimoni, la perdita di una figlia piccola, l'impegno politico rivoluzionario poi abbandonato — emigrò a Parigi nel 1923. Qui, dopo la morte della figlia Nastja per meningite, visse una profonda conversione spirituale. Nel 1932 prese i voti monastici con il nome di Maria, scegliendo però una forma di monachesimo radicalmente aperta al mondo: non il chiostro, ma le strade di Parigi.
Fondò una casa di accoglienza in rue de Lourmel dove accolse poveri, disoccupati, malati, rifugiati, senza distinzione di nazionalità o religione. Durante l'occupazione nazista nascose ebrei, falsificò documenti battesimali per salvarli dalla deportazione, e organizzò una rete di assistenza clandestina insieme a padre Dimitri Klépinine. Arrestata dalla Gestapo nel febbraio 1943, fu internata nel campo di Ravensbrück. Secondo la testimonianza di alcune sopravvissute, il 31 marzo 1945 — Venerdì Santo — si offrì volontariamente al posto di un'altra prigioniera destinata alla camera a gas. Glorificata dal Patriarcato Ecumenico nel 2003, è una delle sante più amate dell'Ortodossia contemporanea.

Nuovi Martiri e Confessori

I Fedeli Laici

Georges Skobtsov
Fedele laico · Martire

Georges (Youri) Skobtsov

1921 – 1944

Figlio di Madre Maria, Georges Skobtsov condivise l'impegno della madre nel soccorso agli ebrei perseguitati. Arrestato insieme a lei, morì nel campo di concentramento di Dora nel 1944, a soli 23 anni.

Georges (Youri) Skobtsov (1921–1944)
Georges Skobtsov, figlio di Madre Maria, nacque nel 1921 a Parigi, dove trascorse tutta la sua breve vita. Studente di filosofia all'Istituto Teologico di San Sergio, era un giovane di straordinaria bontà e profondità spirituale. Lavorò a fianco della madre e di padre Dimitri nella casa di accoglienza di rue de Lourmel, dedicandosi con gioia al servizio dei poveri e dei rifugiati. Durante l'occupazione partecipò attivamente alle operazioni di soccorso agli ebrei. Arrestato nel 1943, fu deportato nel campo di Dora in Germania, dove morì il 6 febbraio 1944, a soli 23 anni. Il suo giovane volto sorridente è rimasto impresso nella memoria di chi lo conobbe come l'immagine stessa della carità cristiana vissuta senza riserve.

Élie Fondaminsky
Fedele laico · Martire

Élie Fondaminsky

1880 – 1942

Élie Fondaminsky, intellettuale e scrittore russo ebreo convertito all'Ortodossia, fu una delle figure più significative della cultura russa in esilio. Fondatore della rivista letteraria Sovremennye Zapiski, si battezzò ortodosso poco prima della morte, avvenuta nel campo di Auschwitz nel 1942.

Élie Fondaminsky (1880–1942)
Ilya Isidorovich Fondaminsky — noto in Francia come Élie — nacque nel 1880 a Mosca da una ricca famiglia ebraica. Intellettuale brillante, fu uno dei fondatori della celebre rivista letteraria Sovremennye Zapiski (Annali contemporanei), la più importante pubblicazione della diaspora russa, che ospitò opere di Bunin, Nabokov, Tsvetaeva e molti altri. Convinto socialista-rivoluzionario in gioventù, dopo l'emigrazione si avvicinò progressivamente al Cristianesimo ortodosso attraverso anni di ricerca spirituale intensa. Arrestato dai nazisti nel 1941, rifiutò di lasciare Parigi per non abbandonare i compagni di prigionia. Nel campo di Compiègne si battezzò ortodosso, compiendo così il lungo cammino spirituale della sua vita. Deportato ad Auschwitz, vi morì nell'autunno del 1942. La sua canonizzazione nel 2003 è stata salutata come un gesto di profondo significato ecumenico.

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«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.»

Matteo 5:8-10

Santi Nuovi Martiri dell'Arcivescovado, intercedete per noi!

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